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Paragrafo 15 . La fine del terzo Reich, di Hitler e di Mussolini.

     
Sul  fronte orientale il cedimento delle forze nazifasciste era  ormai
totale.  Tra  il  settembre e l'ottobre del  1944  i  tedeschi  furono
costretti a lasciare la Romania, la Bulgaria, i paesi baltici e  parte
dell'Ungheria;  la  Finlandia chiese l'armistizio;  in  Iugoslavia  le
formazioni partigiane comuniste, guidate da Josip Broz detto Tito, con
il sostegno di reparti sovietici liberarono Belgrado tra il 15 e il 21
ottobre e proseguirono la lotta per la liberazione del paese,  che  si
concluder  nell'aprile del 1945. In Grecia, cacciati i tedeschi,  nel
dicembre  del  1944 esplose la guerra civile tra le  forze  partigiane
comuniste e quelle monarchiche, che, appoggiate dalle truppe  inglesi,
ebbero  la  meglio.  L'Albania venne liberata  dall'esercito  popolare
comandato da Enver Hoxha, che proclamer la repubblica popolare il  12
gennaio 1945.
     Nel  dicembre  del  1944 i tedeschi tentarono un'offensiva  sulle
Ardenne,  dove  avevano concentrato il grosso dei mezzi corazzati,  ma
alla  fine di gennaio vennero bloccati e respinti dagli alleati.  Agli
inizi  di  febbraio 1945, mentre le truppe alleate e quelle sovietiche
proseguivano  la  loro avanzata verso il cuore del  Reich,  Churchill,
Roosevelt e Stalin si incontrarono a Yalta, in Crimea. I tre  statisti
decisero  di imporre alla Germania la resa incondizionata, il  disarmo
totale,  la divisione in quattro zone di occupazione, riparazioni  per
20  miliardi di dollari e un processo per i crimini di guerra nazisti.
Venne  quindi  affrontata la questione del futuro assetto  geopolitico
dell'Europa  orientale: l'Unione Sovietica, che aveva gi posto  sotto
il  proprio  controllo militare gran parte di quei territori,  ottenne
sia  di  riacquisire  la  Bielorussia  e  l'Ucraina  occidentale,  sia
l'assegnazione   ufficiale  del  nuovo  stato   polacco   al   governo
filosovietico,  integrato  con elementi di altre  tendenze  politiche.
Venne inoltre deciso che l'URSS, dopo la capitolazione della Germania,
sarebbe  entrata  in guerra contro il Giappone ed  avrebbe  in  cambio
ottenuto  l'isola di Sakhalin (persa nella guerra con il Giappone  del
1904)  e  le isole Curili (appartenenti alla Russia prima del 1875)  e
avrebbe  potuto  sottoporre alla sua influenza politica  ed  economica
alcune  zone  in  Estremo Oriente, tra cui la Manciuria  e  la  Corea.
Particolarmente significativi furono infine gli
     
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     accordi  per  la realizzazione dell'organizzazione delle  nazioni
unite,  a  proposito della quale venne deciso che Stati Uniti,  Unione
Sovietica,   Inghilterra,  Francia  e  Cina  sarebbero  stati   membri
permanenti e con diritto di veto del consiglio di sicurezza.
     Le  decisioni relative ai futuri assetti geopolitici  non  fecero
che  confermare  una tendenza gi emersa a partire  dal  1943,  quando
Inghilterra,  Stati  Uniti  e  Unione Sovietica,  nel  concordare  una
strategia  comune  per  sconfiggere la Germania,  gi  pensavano  alla
spartizione  in  zone  d'influenza dei  territori  da  liberare.  Cos
avevano  fatto gli inglesi e gli americani in Italia, analogamente  si
erano  comportati  i sovietici in Europa orientale.  Nell'ottobre  del
1944  a  Mosca,  Inghilterra  e Unione Sovietica  avevano  addirittura
definito  le rispettive percentuali di influenza politica in  Romania,
Ungheria, Bulgaria, Iugoslavia e Grecia. La spartizione era dunque una
realt  gi determinata dalle operazioni militari e da accordi  pi  o
meno  chiaramente espressi; a Yalta Churchill, Roosevelt e  Stalin  la
ribadirono  e, in pi, manifestarono la chiara intenzione di  assumere
il controllo delle relazioni internazionali.
     Tra  marzo  ed aprile del 1945 la Germania, chiusa in  una  morsa
dagli  eserciti avversari, priva ormai di alleati e con le pi  grandi
citt  ridotte  ad un cumulo di rovine dagli incessanti  bombardamenti
alleati,  non  era  pi in grado di resistere. Il 25  aprile  i  russi
attaccarono Berlino.
     Quello  stesso  giorno, in Italia, dove era  ripresa  l'offensiva
alleata,  il  CLNAI ordin l'insurrezione generale. Le maggiori  citt
vennero  liberate  prima dell'arrivo degli alleati  e  quattro  giorni
dopo, a Caserta, i tedeschi firmarono la resa.
     Mussolini  nel  frattempo,  dopo  aver  tentato  inutilmente   di
trattare  la  resa con il CLNAI, era fuggito a Como,  da  dove  il  26
aprile,  insieme ad alcuni gerarchi e all'amante Claretta Petacci,  si
era  diretto  verso il confine svizzero, unendosi ad  una  colonna  di
automezzi  tedeschi.  Il  27, nei pressi di Dongo,  questa  era  stata
fermata  da un posto di blocco di partigiani, che avevano riconosciuto
Mussolini,  bench  indossasse  un  cappotto  militare  e  un  elmetto
tedesco.  I  fuggiaschi vennero tutti arrestati e fucilati  il  giorno
successivo.
     Lo  stesso  28 aprile, a Berlino, le truppe sovietiche, sconfitta
la  disperata  resistenza opposta dalle SS affiancate da  una  milizia
popolare   composta  in  gran  parte  da  anziani  e  da  adolescenti,
conquistarono il Reichstag. Due giorni dopo, Hitler, nel bunker  sotto
la  cancelleria  dove  si  era trasferito con  il  governo,  sconfess
Himmler  e  Gring che avevano cercato di trattare con gli  alleati  e
design  come  suo  successore alla presidenza del Reich  l'ammiraglio
Karl  Dnitz; infine, dopo aver dettato il suo testamento politico  in
cui  riprendeva  le tesi del Mein Kampf ed accusava di  incapacit  lo
stato maggiore tedesco, si uccise insieme alla sua compagna Eva Braun;
Goebbels  fece altrettanto, dopo aver ucciso la moglie e i sei  figli.
Il  7  maggio, in seguito alla capitolazione di Berlino,  la  Germania
firm  la  resa incondizionata a Reims, nel quartier generale alleato:
la guerra in Europa era finita.
     
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     [Cartina non riportata: L'Europa negli anni 1942-1945].
